Check-Up Margine e rischi™
Con piano di miglioramento operativo
* Sai esattamente dove la tua azienda sta perdendo margine?
* Sai quali rischi operativi stai correndo — e quali non stai vedendo?
* Ti diciamo cosa fare subito.
Il Check-Up Margini e rischi è l'analisi strutturata che ti restituisce la visibilità completa sulla tua azienda: dove sei, dove perdi, dove puoi intervenire. In 30+ pagine, con i numeri della tua realtà e un piano d'azione concreto.
Comprende una guida operativa concreta per migliorare — con un piano d’azione a 90 giorni.
La maggior parte delle PMI prende
decisioni importanti senza una mappa
Non mancano i numeri. Manca una visione organizzata che li colleghi e li trasformi in decisioni.
delle imprese italiane non ha un sistema strutturato per monitorare rischi e prestazioni aziendali.
di procedure concorsuali nell'ultimo anno. Chi non monitora, scopre i problemi quando sono irreversibili.
del fatturato viene eroso ogni anno da inefficienze e rischi che nessuno sta misurando.
Il Check-Up Margine e Rischi esiste per risolvere questo problema: ti dà la visibilità che oggi non hai — su prestazioni, rischi e priorità — in un unico documento strutturato.
Chiarezza. Controllo. Direzione.
Un documento, tre risultati concreti per governare meglio la tua azienda.
Chiarezza
Vedi esattamente dove la tua azienda sta perdendo margine, quali sono i punti di forza su cui costruire e le debolezze da correggere. Analisi SWOT, contesto competitivo e posizionamento — tutto in un quadro coerente, costruito sui tuoi dati.
Controllo
Ogni rischio identificato, valutato per probabilità e impatto, con un piano di gestione concreto. Un cruscotto KPI e KRI con soglie di allarme per intercettare i problemi prima che diventino crisi. Sai cosa sta succedendo e puoi intervenire per tempo.
Direzione
Obiettivi misurabili, piano d'azione a 90 giorni con responsabili e scadenze, 3 Quick Win implementabili subito a costo zero. Smetti di reagire alle urgenze — inizi a guidare con un piano. È il capitolo che trasforma l'analisi in risultati.
Bonus: il documento soddisfa anche i requisiti dell'art. 2086 c.c. (adeguati assetti organizzativi) e della ISO 9001:2015 (clausole 4.1, 4.2, 5.2, 6.1, 6.2, 9.1). Non è un adempimento burocratico — è il risultato naturale di un'azienda che sa dove sta andando.
Cosa contiene il Check-Up Margine e Rischi
Un documento di 30-35 pagine costruito sulla tua azienda, non un template generico.
1. Analisi del Contesto e Posizionamento
Chi sei, dove operi, come ti posizioni rispetto al mercato. Fattori esterni che influenzano le tue prestazioni.
2. Profilo Competitivo C.O.S.T.A.™
Analisi su 5 dimensioni: Costi, Operations, Speed, Technology, Adaptability. Ogni dimensione con rating e priorità di intervento.
3. Analisi SWOT Integrata
Punti di forza, debolezze, opportunità e minacce — derivati dai dati reali, non da opinioni generiche.
4. Stakeholder e Risposte Operative
Bisogni di clienti, fornitori, lavoratori, soci ed enti — con azioni concrete che la tua azienda può mettere in atto.
5. Valutazione Rischi con Framework MEAT
Ogni rischio quantificato con Probabilità × Impatto. Piano di gestione: Mitigare, Eliminare, Accettare, Trasferire. Misure di prevenzione e protezione separate.
6. Cruscotto KPI e KRI
Indicatori di performance (KPI) per misurare i risultati. Indicatori di rischio (KRI) per intercettare i problemi prima che diventino crisi. Soglie di allarme per funzione aziendale.
7. Piano d'Azione Operativo a 90 Giorni + 3 Quick Win Immediati
Roadmap mese per mese con azioni concrete, responsabili e deliverable attesi. Più 3 azioni a costo zero che puoi implementare entro la prima settimana. È il capitolo che trasforma l'analisi in risultati.
Come funziona
Tu porti la conoscenza della tua azienda. Noi la trasformiamo in un documento strategico strutturato.
Intervista strategica
60-90 minuti, in azienda o in video. Ti guidiamo attraverso un colloquio strutturato su posizionamento, obiettivi, processi e rischi. Tu parli della tua azienda — noi facciamo le domande giuste per far emergere ciò che conta.
Analisi e elaborazione
Lavoriamo in autonomia sul documento: analizziamo i dati raccolti con i framework C.O.S.T.A.™ e MEAT, li integriamo con i dati di bilancio pubblici e produciamo il report completo. Tu non devi fare nulla.
Presentazione e debriefing
60 minuti in azienda per presentare i risultati alla Direzione. Discutiamo le priorità, condividiamo il piano d'azione, definiamo i prossimi passi. Esci con una mappa chiara in mano e le idee ordinate.
Consegna in circa 2 settimane dalla data dell'intervista. Il tuo tempo richiesto: 2 ore e mezza in totale. Il resto è lavoro nostro.
Il Check-Up è per te se...
I margini si assottigliano
e non sai esattamente dove si perdono soldi. Ti servono i numeri veri.
Prendi decisioni importanti a sensazione
perché manca un cruscotto chiaro con gli indicatori che contano davvero.
Devi dimostrare gli adeguati assetti
alla banca, al revisore o al commercialista — e non hai un documento strutturato.
Stai affrontando un passaggio generazionale
e hai bisogno di una fotografia strutturata prima di prendere decisioni importanti.
Hai la ISO 9001 (o vuoi ottenerla)
e ti serve il documento di strategia aziendale conforme alla norma.
Devi presentare l'azienda alla banca
per un finanziamento e ti serve un dossier di governance che vada oltre il bilancio.
Target: PMI manifatturiere con fatturato tra 2 e 50 milioni di euro — Lombardia e Nord Italia.
La tua azienda ha adeguati assetti organizzativi?
10 domande per capire il tuo livello di conformità all'art. 2086 del Codice Civile. Tempo stimato: 3 minuti.
Adeguati Assetti Organizzativi per PMI:
cosa sono, cosa rischi, da dove partire
Una guida in 5 minuti per capire cosa la legge chiede alla tua impresa — e perché non è solo burocrazia, ma il modo migliore per proteggere l'azienda e farla crescere.
Cosa dice la legge — in parole semplici
Dal 2019, l'articolo 2086 del Codice Civile impone a ogni imprenditore che opera in forma societaria un obbligo preciso: dotare l'azienda di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla sua natura e dimensione. Lo scopo dichiarato dalla norma è duplice: rilevare tempestivamente i segnali di crisi e attivarsi senza indugio per affrontarli.
In pratica, la legge chiede che la tua azienda non navighi a vista. Chiede che ci siano strumenti per capire come stai andando (KPI), dove sei esposto (rischi), e cosa farai se qualcosa va storto (piano d'azione). Non chiede perfezione — chiede consapevolezza documentata.
"L'imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell'impresa e della perdita della continuità aziendale."
La parola chiave è "adeguato". Non significa uguale per tutti. Una PMI con 20 dipendenti non deve avere la stessa struttura di una multinazionale. Ma deve avere un sistema proporzionato alla sua complessità, che funzioni davvero — non un fascicolo compilato una volta e dimenticato in un cassetto.
Cosa rischi se non ti adegui
Il problema non è teorico. Le sentenze dei tribunali italiani su questo tema sono passate da circa 1.500 nel 2019 a oltre 3.000 nel 2023, e il trend è in crescita costante. I giudici sono sempre più severi, e la giurisprudenza ha stabilito principi molto concreti.
Il Tribunale di Venezia (agosto 2025) ha confermato: la mancanza di un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile è motivo di revoca per giusta causa dell'amministratore.
Le conseguenze concrete per l'amministratore che non si adegua sono tre.
Responsabilità patrimoniale personale. Se l'azienda va in crisi e si dimostra che non c'erano sistemi di monitoraggio, lo scudo della personalità giuridica (la "protezione della Srl") cade. L'amministratore risponde con il proprio patrimonio personale per il danno arrecato ai creditori.
Revoca dell'organo amministrativo. Il Tribunale può rimuovere l'amministratore e sostituirlo con un amministratore giudiziario. L'imprenditore perde il controllo della propria azienda.
Impossibilità di difendersi. In caso di contenzioso, la prima domanda del giudice è: "Con quali informazioni avete deciso? Dove sono le evidenze del monitoraggio?" Senza assetti documentati, la risposta è il silenzio — e il silenzio viene interpretato come negligenza.
Nonostante tutto questo, solo il 3,5% delle imprese italiane ha implementato assetti conformi. La stragrande maggioranza delle PMI opera con strutture gestionali non formalizzate, sistemi di controllo embrionali o del tutto assenti, e una contabilità pensata più per il fisco che per le decisioni.
Da dove partire: i 5 elementi che ogni PMI dovrebbe avere
Non serve costruire un sistema da multinazionale. Serve un impianto minimo ma serio, proporzionato alla tua realtà, che ti permetta di dimostrare che governi l'impresa consapevolmente. Ecco i 5 elementi fondamentali.
Chi fa cosa, chi decide cosa, chi controlla chi. Non un disegno decorativo, ma un documento che riflette la realtà operativa dell'azienda. Deve includere le deleghe di spesa e di firma, perché senza di esse le decisioni critiche non sono tracciabili.
Non servono 50 indicatori. Ne bastano 5-8 che coprano le aree critiche: marginalità (EBITDA, MOL), efficienza operativa (OEE, tasso scarto), velocità (lead time, OTD), liquidità (cash flow, DSCR). Il punto non è quanti KPI hai, ma se li guardi davvero per prendere decisioni.
Quali sono i rischi che possono compromettere la continuità dell'azienda? Operativi (fermi macchina, non conformità), finanziari (tensione di cassa, concentrazione clienti), di mercato (perdita di competitività, evoluzione normativa), di fornitura (dipendenza da fornitore unico). Per ogni rischio: quanto è probabile, che impatto ha, cosa fai per gestirlo.
Il Codice della Crisi (art. 3 CCII) richiede esplicitamente proiezioni finanziarie ad almeno 12 mesi. In pratica: un prospetto che mese per mese ti dice quanta cassa hai, quanta ne generi, quanta ne bruci, e se tra 6 mesi avrai un problema di liquidità. Questo è lo strumento che ti permette di vedere il muro prima di sbatterci contro.
Riunioni periodiche (almeno trimestrali) in cui la Direzione esamina i dati, valuta l'andamento rispetto agli obiettivi, e decide le azioni correttive. Con un ordine del giorno, i dati sul tavolo, e un verbale con le decisioni prese. Non chiacchierate informali — momenti strutturati che lasciano traccia documentale delle scelte gestionali.
Il Check-Up Margine e Rischi™: il primo passo per costruire assetti adeguati
Il Check-Up affronta direttamente i due elementi più critici — e più assenti — nelle PMI manifatturiere:
La mappatura e valutazione dei rischi (elemento 3): ogni rischio viene identificato, quantificato con matrice Probabilità × Impatto, e gestito con un piano operativo che distingue le misure di prevenzione da quelle di protezione. È il cuore degli adeguati assetti secondo la giurisprudenza recente.
Il cruscotto KPI e KRI (elemento 2): indicatori di performance per misurare i risultati e indicatori di rischio con soglie di allarme per intercettare i problemi prima che diventino crisi. Organizzati per funzione aziendale, pronti per il monitoraggio mensile.
Ma il Check-Up non si ferma qui. Il piano d'azione a 90 giorni incluso nel documento identifica e pianifica esplicitamente anche le azioni necessarie per costruire gli altri tre elementi:
— Formalizzazione dell'organigramma con ruoli, deleghe operative e poteri di firma, con responsabile e scadenza assegnati nel piano d'azione.
— Predisposizione del budget di tesoreria con proiezione rolling a 12 mesi, indicato come azione prioritaria con le risorse necessarie per implementarlo.
— Istituzione dei riesami della Direzione trimestrali con ordine del giorno, KPI da esaminare e formato del verbale da produrre.
In pratica, il Check-Up è la diagnosi completa che ti dice: dove sei esposto, cosa ti manca, in che ordine intervenire, e chi deve fare cosa. È il documento che ti permette di partire con metodo — non il punto di arrivo, ma il primo passo strutturato verso assetti realmente adeguati.
Il tutto conforme anche ai requisiti della norma ISO 9001:2015 (sezioni 4.1, 4.2, 5.2, 6.1, 6.2, 9.1), per le aziende che hanno o vogliono ottenere la certificazione.
Vuoi capire a che punto è la tua azienda?
Fai il test gratuito qui sopra per avere un'indicazione immediata del tuo livello di conformità. Oppure prenota una chiamata conoscitiva per valutare insieme se il Check-Up è lo strumento giusto per te.
Prenota una chiamata gratuitaFlavio Castelli
Ingegnere in ambito gestione aziendale, iscritto nella sezione industriale dell'Ordine degli Ingegneri di Lecco. 15 anni di esperienza diretta come manager della qualità e della produzione in aziende manifatturiere lombarde.
Non sono un consulente che ha studiato le fabbriche sui libri. Le ho gestite dall'interno — con i turni, i reclami, gli impianti che si fermano e i clienti che chiamano. Il Check-Up nasce da quell'esperienza: è lo strumento che avrei voluto avere io quando dovevo prendere decisioni senza una mappa chiara.
Tutto quello che devi sapere
Le risposte alle domande più frequenti su adeguati assetti, gestione dei rischi e Check-Up Strategico.
Gli adeguati assetti organizzativi sono l'insieme delle strutture, procedure e sistemi di controllo che ogni impresa in forma societaria deve avere per legge (art. 2086 del Codice Civile) al fine di rilevare tempestivamente i segnali di crisi e garantire la continuità aziendale.
In pratica, la legge chiede che l'azienda disponga almeno di: un organigramma con ruoli e deleghe formalizzati, un sistema di indicatori (KPI) monitorati con regolarità, una mappatura documentata dei rischi aziendali, un budget di tesoreria con proiezione a 12 mesi, e riesami periodici della Direzione con verbale. L'obbligo è in vigore dal 2019 e si applica a tutte le società — Srl, Spa, cooperative — indipendentemente dalla dimensione.
L'amministratore senza adeguati assetti rischia la responsabilità patrimoniale personale illimitata, la revoca dall'incarico da parte del Tribunale e l'impossibilità di dimostrare di aver governato l'impresa con diligenza.
La giurisprudenza è ormai consolidata: il Tribunale di Catanzaro (febbraio 2024) ha stabilito che l'assenza di assetti è motivo sufficiente per la revoca dell'amministratore anche in assenza di crisi conclamata. Il Tribunale di Venezia (agosto 2025) ha confermato lo stesso principio. Le condanne sono passate da circa 1.500 nel 2019 a oltre 3.000 nel 2023. In caso di crisi, lo scudo della personalità giuridica della Srl decade se l'amministratore non può dimostrare di aver avuto strumenti di monitoraggio e di aver reagito tempestivamente.
Sì, il dato è confermato dall'Ordine dei Dottori Commercialisti (CNDCEC): a sette anni dall'entrata in vigore dell'obbligo, solo il 3,5% delle imprese italiane ha effettivamente implementato assetti organizzativi conformi all'art. 2086 c.c.
La stragrande maggioranza delle PMI opera ancora con strutture gestionali non formalizzate, sistemi di controllo embrionali o del tutto assenti, e una contabilità pensata per il fisco piuttosto che per le decisioni. Questo significa che il 96,5% delle imprese italiane è potenzialmente esposto a responsabilità in caso di crisi, contenzioso o ispezione.
Una valutazione dei rischi aziendali per una PMI manifatturiera si articola in quattro fasi: identificazione dei rischi (operativi, finanziari, di mercato, di fornitura), valutazione quantitativa con matrice Probabilità × Impatto, definizione della strategia di gestione per ogni rischio, e monitoraggio continuo con indicatori di rischio (KRI).
Nel Check-Up Strategico d'Impresa™ utilizziamo il framework MEAT, che classifica ogni rischio in una di quattro strategie: Mitigare (ridurre probabilità e/o impatto), Eliminare (rimuovere la causa), Accettare (tollerare consapevolmente con monitoraggio), Trasferire (spostare l'impatto a terzi tramite assicurazione o contratto). Per ogni rischio, il documento distingue le misure di prevenzione (agiscono sulla probabilità) dalle misure di protezione (agiscono sull'impatto).
Una PMI manifatturiera dovrebbe monitorare almeno 5-8 KPI chiave: margine operativo lordo (MOL/EBITDA %), OEE degli impianti, tasso di scarto e rilavorazione, lead time medio di consegna, On-Time Delivery (OTD %), numero di non conformità interne, fatturato per addetto e un indicatore di liquidità (DSCR o cash flow operativo).
Oltre ai KPI di performance, è fondamentale affiancare indicatori di rischio (KRI) con soglie di allarme: ore di fermo macchina non pianificato, rotture di stock su componenti critici, tasso di turnover del personale chiave, variazione dei crediti insoluti. I KRI funzionano come un sistema di allarme preventivo: quando superano la soglia, segnalano che un rischio sta aumentando prima che diventi un problema finanziario.
Per migliorare la marginalità di una PMI manifatturiera occorre agire simultaneamente su tre leve: ridurre i costi della non qualità (scarti, rilavorazioni, gestione reclami), ottimizzare l'efficienza operativa (OEE, lead time, pianificazione della produzione) e rafforzare il posizionamento competitivo per difendere i prezzi di vendita.
Il primo passo è quantificare: quanto costano effettivamente le non conformità? Quante ore di produzione si perdono per fermi macchina non pianificati? Quale percentuale di ordini viene gestita in urgenza, con costi aggiuntivi? Nella nostra esperienza con PMI metalmeccaniche lombarde, il costo della non qualità rappresenta tipicamente il 3-8% del fatturato — un margine recuperabile con interventi mirati e a basso investimento, a partire dall'analisi delle cause radice e dall'introduzione di controlli in-process.
Il Check-Up Margine e Rischi™ è un servizio di analisi strategica per PMI manifatturiere che produce un documento di 30-35 pagine con: analisi del contesto e del posizionamento competitivo, profilo C.O.S.T.A.™ su 5 dimensioni (Costi, Operations, Speed, Technology, Adaptability), valutazione quantitativa dei rischi con framework MEAT, cruscotto KPI e indicatori di rischio (KRI) con soglie di allarme, obiettivi SMART, e un piano d'azione operativo a 90 giorni con 3 Quick Win implementabili entro una settimana.
Il documento è costruito a partire da un'intervista strutturata con l'imprenditore e dai dati di bilancio pubblici dell'azienda. Soddisfa contemporaneamente i requisiti degli adeguati assetti organizzativi (art. 2086 c.c.) e della norma ISO 9001:2015 (sezioni 4.1, 4.2, 5.2, 6.1, 6.2 e 9.1). Non è un template generico: ogni Check-Up è personalizzato sulla realtà specifica dell'azienda analizzata.
L'investimento per il Check-Up viene definito su misura dopo una breve chiamata conoscitiva, in base alla dimensione e alla complessità dell'azienda. Il tempo di consegna è di circa due settimane dalla data dell'intervista. Il tempo richiesto all'imprenditore è di circa 2 ore e mezza in totale: 60-90 minuti per l'intervista strategica e 60 minuti per la sessione di presentazione e debriefing.
Il processo si articola in tre fasi: intervista strutturata con il consulente (in azienda o in videochiamata), elaborazione e analisi con revisione approfondita, e presentazione dei risultati alla Direzione con discussione delle priorità e definizione dei prossimi passi.
Il Check-Up copre direttamente due dei cinque elementi fondamentali degli adeguati assetti — la mappatura e valutazione dei rischi e il sistema di KPI/KRI — e pianifica esplicitamente nel piano d'azione a 90 giorni le azioni per costruire i tre elementi rimanenti: organigramma con deleghe, budget di tesoreria a 12 mesi e riesami periodici della Direzione.
Il Check-Up è il primo passo strutturato: la diagnosi completa che dice all'imprenditore dove è esposto, cosa gli manca e in che ordine intervenire. La parte finanziaria (budget tesoreria, DSCR) va costruita con il supporto del commercialista, che copre la componente contabile e finanziaria degli assetti. Le due competenze insieme — operativa e finanziaria — danno il quadro completo.
Il Check-Up è rivolto soprattutto a PMI manifatturiere con fatturato tra 5 e 50 milioni di euro, nei settori metalmeccanico, macchinari e apparecchiature (ATECO 25 e 28) in Lombardia e Nord Italia.
È particolarmente utile in quattro situazioni: margini in calo senza sapere dove si perdono soldi, necessità di adeguare gli assetti organizzativi per il commercialista o la banca, passaggio generazionale in corso o programmato, e preparazione alla certificazione ISO 9001. Il servizio è erogato da Castelli Consulting, studio con sede a Colico (Lecco).
La partnership è semplice: il commercialista segnala il cliente PMI, Castelli Consulting gestisce l'intero processo (intervista, analisi, documento, presentazione). Per ogni Check-Up attivato, il commercialista riceve una fee del 20%. Il documento può portare il co-branding dello studio. Il tempo richiesto al commercialista è zero.
Il Check-Up copre la componente operativa e di gestione dei rischi che il commercialista tipicamente non eroga — KPI di produzione, analisi dei rischi operativi, piano d'azione con scadenze e responsabili. Nessuna sovrapposizione con la consulenza fiscale, societaria e finanziaria: le due competenze si integrano per dare al cliente il quadro completo degli adeguati assetti.
Sei un commercialista, un revisore
o un consulente finanziario?
I tuoi clienti PMI hanno bisogno di strutturare la governance aziendale. Tu non hai il tempo né gli strumenti operativi per farlo per ognuno di loro. Il Check-Up Strategico è un servizio chiavi in mano: io conduco l'intervista, elaboro l'analisi, produco il documento. Tu lo presenti al cliente con il tuo brand.
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